Le Origini

Le origini del calcio a Siracusa sono legati ai nomi dell’Insuperabile Sporting del quartiere Santa Lucia e dell’Esperia squadra rappresentativa del quartiere Ortigia, che agli inizi degli anni venti le vedevano protagoniste nei campi di gioco della città. Prima di loro, agli inizi del novecento, nelle manifestazioni calcistiche di carattere regionale figuravano le società sportive del Megara e dell’Ortigia 1907 ma era il 1° Aprile 1924 quando nacque dalle selezioni dei migliori atleti delle squadre in città il Siracusa Calcio. Fù la prestigiosa e generosa famiglia Gargallo a contribuire inizialmente alla sponsorizzazione delle basi economiche della neonata società aretusea che a distanza di qualche anno fa il suo esordio ufficiale nei campionati unificati di Lega Sud del 1929 partendo dalla Prima Divisione. Nel processo di crescita della società calcistica, quando venne a mancare il supporto finanziario da parte dei Gargallo le redini societarie passarono al primo Presidente Luigi Santuccio e all’allenatore Genesio Pioletti, entrambi appartenenti alla 75° Fanteria, che con il loro impegno profuso e il contributo di altri personaggi facoltosi della città mantennero viva la società nascente. Dai primi tornei interregionali organizzati dalla FIGC il Siracusa nella stagione 1938-1939 raggiunge pur soffrendo la Serie C e nei campionati a seguire si conferma come squadra che ripetutamente tenta di vincere le eliminatorie per accedere al campionato cadetto.

Il dopoguerra e la serie B

Dopo i campionati disputati sotto le nubi della guerra, che portarono alla sospensione per ben due anni di qualsiasi attività sportiva, il Siracusa avvia la ricostruzione societaria nel 1945 dalla casa del calcio siracusano “V. Emanuele III” costruito nel ventennio fascista. Si riparte dalla partecipazione al campionato nazionale di Serie C ma è nell’anno seguente che la Siracusa calcistica fa la storia. Così il 22 settembre del 1946 grazie ai titoli sportivi e alle mancate promozioni per poco negli anni precedenti, la società aretusea viene ammessa in Serie B e a seguito di un completo rinnovamento adeguato alla nuova categoria riesce sin dall’esordio a ben figurare con un brillante e secco 3 a 0 nei confronti del Foggia (doppietta di Luciano Cavaleri, autore del primo gol degli azzurri in B e rete di Dandolo Flumini). Tra salvezze all’ultimo respiro e piazzamenti importanti, tra diversi derby disputati con Palermo, Catania e Messina e incontrando club di grosso blasone come Genoa, Napoli e Roma il Siracusa riesce a mantenere la categoria per ben 7 anni di fila fino al 31 maggio 1953 quando nello spareggio salvezza Siracusa-Piombino la squadra aretusea retrocede per un punto vedendo sfumare la serie B. Tra gli attaccanti più prolifici negli anni della Serie B figura il calciatore etneo Bruno Micheloni che nel triennio trascorso a Siracusa mise a segno la bellezza di 53 reti.

Gli anni critici in cerca di riscatto

Con la delusione per la retrocessione in serie C la città di Siracusa vuole ottenere un pronto ritorno nel campionato cadetto creando in questo periodo a ridosso degli anni sessanta tutte le condizioni per raggiungere tale obiettivo. Ma nonostante sulla carta il Siracusa di anno in anno si presentava alla competizione con uno squadrone in grado di competere per la promozione in B, le risposte sul campo tardavano ad arrivare e la compagine aretusea piuttosto che lottare per la promozione si ritrovava a lottare per la salvezza riportando tutti i tifosi e gli sportivi con i piedi per terra. I migliori piazzamenti ottenuti in questi tempi furono il 6° posto nella stagione 1955-56, il 5° del 1959-60 e il 3° del 1960-61 che coincidono con gli anni della Presidenza Sgarlata dove le ambizioni di rilancio finiscono con il trasformarsi in crisi societaria che mette a rischio l’iscrizione stessa al prossimo campionato.

Dalla serie D al ritorno in C con il lancio della moneta

In un clima di polemiche e difficoltà inizia il 15° campionato consecutivo di serie C caratterizzato dalla transizione societaria in cui si cerca di creare un progetto che possa sanare la situazione economica deficitaria e che vede anche l’intervento dell’ex arbitro internazionale Lo Bello. Gli encomiabili sforzi non sortirono il risultato sperato e la squadra allestita non riuscì a sopperire al contraccolpo di un torneo difficile come la serie C finendo cosi la stagione del 1967-68 con la retrocessione del Siracusa in serie D paventata sin da metà campionato. Dopo quest’ultima delusione la società passo nell’estate del 68 nelle mani di un gruppo di imprenditori locali rappresentati da Angelo Genovese che divenne il nuovo presidente dell’A.S. Siracusa. La nuova società si presenta ai tifosi promettendo ambiziosi traguardi ma concluse la sua esperienza subito dopo due campionati col piazzamento rispettivamente al 3º e al 10º posto in classifica. Nell’estate del 1970 un nuovo cambio dirigenziale porta la gestione del Siracusa nelle competenze dell’ex senatore Graziano Verzotto che si mette subito a lavoro per stravincere il campionato. Effettivamente la squadra di quell’anno riusci a disputare un campionato di vertice, mettendo dietro tutte le realtà calcistiche tranne quella del Cantieri Navali Palermo con la quale condivise per gran parte della stagione il primato in classifica, al tal punto che fu necessario ricorrere allo spareggio per decretarne la vincitrice. Lo spareggio del 30 maggio del 1971 si disputò allo stadio Celeste di Messina concludendosi con il persistente equilibrio tra le due formazioni (0-0). Non essendoci all’epoca ancora i calci di rigore, fu necessaria un’altra gara spareggio che si disputò il 6 giugno 1971 stavolta al Vomero di Napoli, dove il Siracusa riesce ad agguantare negli ultimi minuti dei supplementari l’ennesima condizione di pareggio (1-1). Terminati i tempi regolamentari per assegnare la vittoria finale l’arbitro lanciò in aria la monetina confermando nel silenzio generale la scelta degli aretusei (uscì testa) che cominciarono ad esultare insieme ai tremila tifosi azzurri per il ritorno dopo tre anni in Serie C.

La Serie C nel girone C e il declassamento

Conquistata la serie C la dirigenza proclama altre vittorie con orgoglio e gioia allestendo una squadra di tutto rispetto che possa raggiungere la meta ambita della serie B . Il Siracusa nel 1971-72 partecipa al campionato nel girone C facendo i conti sin da subito con la nuova categoria ma riuscendo comunque a guadagnare la salvezza. Gli anni successivi sono caratterizzati da alti e bassi, da vittorie sofferte e dalla speranza di concretizzare il progetto di partenza condizionato purtroppo dai repentini cambi societari che in breve tempo interessano la signora Maria Nicotra (moglie di Verzotto), Gino Foti e Nino Fichera. L’epilogo di questo periodo di instabilità societaria si concluse con il declassamento in C2 nel campionato del 1977-78 in cui la prima classificata andava in serie B, le piazzate dal 2° al 12° posto avrebbero fatto parte della nascente serie C1, le restanti prendevano posto nella nuova C2. Il Siracusa si piazzò quindicesimo.

Doppietta Campionato-Coppa Italia

Nella stagione 1978-79 il Siracusa con un nuovo sodalizio azzurro rappresentato da Claudio Cassone, coadiuvato da Foti e Lo Bello, vince campionato e Coppa Italia Semiprofessionisti. Nella sfida in casa contro la Biellese del 17 giugno 1979, il Siracusa già titolato campione, grazie alla rete di Walter Ballarin a tre minuti dal termine conquista la Coppa. Il capitano Crippa alza al cielo lo storico trofeo dedicandolo insieme a tutti i tifosi allo sfortunato compagno di squadra Nicola De Simone, stopper del Siracusa che ricoverato d’urgenza a Napoli dopo un duro incidente di gioco, nel corso della trasferta contro la Palmese del 13 maggio 1979, morirà dopo 17 giorni di coma.

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C2 lunga 8 campionati

Dopo le dimissioni di Cassone subentra il presidente Giancarlo Parretti e il Siracusa dopo appena due stagioni in C1 ritorna con un distacco di ben 9 punti dalla salvezza in C2. Gli azzurri nonostante i buoni propositi manifestati dai vari dirigenti che in questa epoca si succedono alla guida della società aretusea e i discreti piazzamenti ottenuti nelle diverse stagioni restano impantanati nella serie C2 per un periodo lungo 8 campionati. Il successo arriva nella stagione 1988-1989 quando, con presidente Giuseppe Imbesi e allenatore Paolo Lombardo, si raggiunge il secondo posto valevole per la promozione, tornando in Serie C1 grazie alla vittoria sulla Lodigiani per 3-1 con reti di Pannitteri, Mezzini e Martin nell’ultima giornata di campionato in uno stadio De Simone strapieno per l’occasione.

Ripescaggi e periodo grigio

In questi anni con una condizione societaria poco solida nelle mani dapprima del presidente Luciano Puzzo passando per quelle di Franco Galanti e Salvo Montagno ed infine della signora Schifitto il Siracusa riesce ad evitare la matematica retrocessione grazie a due clamorosi ripescaggi, il primo nel 1991-92 a discapito del Licata (illecito sportivo), il secondo nel 1992-93 per mano della Covisoc che taglia molte società di serie C favorendo cosi la società aretusea. Con la guida di Lombardo, Cadregari e Sonzogni a livello tecnico si parla comunque di squadre composte da calciatori di personalità che otterranno grandi traguardi nel prosieguo delle loro carriere e a dimostrazione del loro valore è da ricordare la stagione 1994-95 in cui senza una società alle spalle giocatori e allenatore fanno tutto da soli fino a raggiungere la storica qualificazione ai palyoff per la Serie B poi persa contro l’Avellino. Da qui il periodo più grigio sancito dalla radiazione dai campionati professionistici a causa dei debiti accumulati dal club dopo una lunga storia calcistica.

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La rinascita e la ricaduta

La rinascita si ha con la seconda squadra cittadina dell’epoca, l’U.S. Marcozzi 1956 della famiglia Lanza, che diventerà il nuovo Siracusa senza riuscire ad ottenere i risultati sperati. Ripartito dalla Promozione, ci metterà ben 14 anni per uscire dall’inferno dei campionati dilettantistici, (stagione 2008-2009). Gli sforzi della società non furono premiati, in quanto esattamente 3 anni dopo, ll 16 luglio 2012, il presidente Luigi Salvoldi non versando la fidejussione necessaria per l’iscrizione, sancisce nuovamente da parte del consiglio direttivo della Lega Pro l’esclusione dalla Prima Divisione. Differentemente dal 1995, stavolta la società non va incontro al fallimento, ma il discorso cambia poco, non verrà mai più iscritto ad alcun campionato. Nel 2012 il rischio concreto di non essere rappresentati da nessuna realtà calcistica che porti il nome del Siracusa viene scongiurato grazie all’impegno della tifoseria organizzata che crea un azionariato popolare, e cosi esattamente il 23 agosto nasce l’A.S.D. Città di Siracusa che viene iscritto al campionato di Terza Categoria vinto insieme alla Coppa delle Province.

La svolta e i giorni nostri

Nell’estate 2013 arriva la svolta per mano dell’imprenditore siracusano Gaetano Cutrufo (all’epoca presidente del Palazzolo Acreide militante in Eccellenza) che rileva la società e decide di trasferirne il titolo sportivo nel capoluogo. Dopo un anno di assestamento in 14 mesi si passa dai campi di Eccellenza a quelli di Lega Pro. E’ la favola del Siracusa Calcio, quello del magico doblete delle stagioni 2014-15 e 2015-16 che vuol continuare anche tra i professionisti. Con il bel gioco, con il cuore e con le vittorie il Siracusa ha guadagnato anche il grande affetto dei propri tifosi, con numeri che hanno poche repliche nei campionati dilettantistici. Un solo esempio: seimila spettatori nella gara contro la Cavese. Ma il Siracusa ha già rinverdito i fasti della storia del calcio siracusano. Quello dei pionieri dello Sporting club Ortigia all’inizio dello scorso secolo, passando per Siracusa 1924 con la serie B ai tempi del bomber Luciano Cavaleri, quello del mai dimenticato Nicola De Simone o quello del trionfo in Coppa Italia contro la Biellese. Poi la storia diventa recente. La B sfiorata due volte, prima con il Siracusa di Giuliano Sonzogni e poi con quello di Andrea Sottil. Quindi la voglia del presidente Cutrufo di ricominciare. La favola della prima squadra cittadina che vince il campionato di Terza categoria, l’emozione del finale thrilling del torneo di Eccellenza. Fino alla fantastica rincorsa dello scorso anno firmata ancora da Andrea Sottil. Il Siracusa è tornato a casa, tra i professionisti. Il resto è attualità!

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(Sono molti i nomi dei calciatori e degli sportivi che vestono la casacca del Siracusa e per sintesi rimandiamo ad altre fonti la loro approfondita conoscenza)

 

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